Hombre con gafas en primer plano, junto a una playa, palmeras y edificios; texto sobre vivir en Playa del Carmen.

Quando siamo arrivati a Playa del Carmen, nel 2013, ci siamo innamorati quasi subito.

Era una Playa diversa: più piccola, più spontanea, più lenta. Non c’erano grandi palazzi e gli edifici potevano raggiungere al massimo quattro piani di altezza. C’erano meno traffico, meno rumore e quell’aria da paese di mare in cui tutto sembrava possibile: una vita semplice, il mare vicino, le giornate scandite dal sole e la sensazione di aver trovato un posto lontano da tutto. Quella Playa, però, in gran parte non esiste più. Oggi Playa del Carmen è una città vera, internazionale, piena di energia e di opportunità. È cresciuta tantissimo e lo ha fatto molto velocemente, con tutto ciò che questo comporta: nuovi quartieri, palazzi, traffico, cantieri, servizi e, naturalmente, anche nuovi problemi. Perciò, prima che tu inizi a immaginare una vita fatta soltanto di amache, palme e cocktail bevuti al tramonto, voglio raccontarti non solo le cose bellissime, ma anche quelle che, da italiano, potresti fare un po’ più fatica a digerire. Perché sì, Playa si ama facilmente. Viverci, invece, è un’altra cosa.

Il mare, quello vero e non solo quello delle vacanze

Il mare resta uno dei motivi principali per scegliere Playa. Avere i Caraibi a pochi minuti da casa cambia davvero il modo in cui vivi le giornate: puoi passeggiare sulla spiaggia dopo il lavoro, fare il bagno anche quando in Italia stanno tirando fuori i cappotti e guardare un cielo che sembra sempre più grande. Ma la differenza non è soltanto avere il mare vicino: è poterlo vivere con facilità. Noi ne abbiamo sempre approfittato e, avendo un figlio che ha trascorso qui quasi tutta la sua vita, cerchiamo di andare in spiaggia almeno una volta alla settimana, tempo permettendo. Per lui il mare non è una meta da raggiungere durante le vacanze: è parte della quotidianità. Adora l’apnea e la pesca subacquea. Conosce ogni roccia, ogni scoglio e ogni tratto di barriera corallina. Quando entriamo in acqua, spesso ho l’impressione che conosca meglio lui il fondale di quanto io conosca le strade del mio quartiere. Se il mare non ti piace, quindi, puoi già iniziare a ridimensionare seriamente l’idea di trasferirti a Playa. Sarebbe un po’ come andare a vivere in montagna e lamentarti delle salite. Se invece ami la spiaggia, nuotare, pescare o praticare attività come l’apnea, il kitesurf, il windsurf e la moto d’acqua, allora vivere qui può regalarti qualcosa che difficilmente troveresti altrove.

Crescere in mezzo al mondo

Un altro grande pregio di Playa è il suo carattere internazionale. Qui incontri persone provenienti da ogni parte del mondo, ascolti lingue diverse e vieni continuamente a contatto con culture, abitudini e modi di pensare lontani dai tuoi. Se hai voglia di metterti in gioco, puoi creare nuove connessioni, avviare un progetto o semplicemente imparare a guardare la vita da una prospettiva differente. Gabriel, crescendo qui, ha imparato a parlare cinque lingue. Per lui passare da una lingua all’altra è una cosa naturale, quasi quanto infilarsi maschera e pinne. È una ricchezza enorme, una di quelle opportunità che, quando siamo arrivati nel 2013, non avremmo potuto prevedere fino in fondo. Vivere in una città così internazionale ti costringe ad aprire la mente. A volte anche il portafoglio, soprattutto quando scopri il prezzo di alcuni prodotti importati, ma di questo parleremo tra poco.

Il sole è bellissimo, l’umidità un po’ meno

Se arrivi da mesi di freddo, pioggia e giornate corte, vivere con il sole per gran parte dell’anno può essere una piccola rivoluzione dell’umore. Ti svegli, vedi la luce, metti una maglietta e sei pronto. Almeno finché non apri l’armadio e scopri che quella maglietta ha sviluppato una propria forma di vita. Il caldo e l’umidità, infatti, si fanno sentire. Non è raro prendere un vestito dall’armadio e trovarlo pieno di muffa. Le case devono essere arieggiate spesso e, in alcuni periodi dell’anno, un deumidificatore non è un lusso: è quasi un membro della famiglia. Poi c’è il meteo tropicale, che ha un senso dell’umorismo tutto suo. Puoi lasciare le finestre aperte la mattina perché fuori c’è un sole meraviglioso, arrivare al lavoro e vedere iniziare una tempesta. Quando torni a casa, puoi ritrovarti praticamente immerso nell’acqua. Oppure può succedere il contrario: dove ti trovi tu sembra arrivata la fine del mondo, mentre a casa tua, a soli tre chilometri di distanza, non è caduta neanche una goccia. Qui non controlli le previsioni: tenti di interpretarle.

Una certa leggerezza

Playa può insegnarti anche a vivere con maggiore leggerezza. Non significa che tutto sia facile, ma che con il tempo impari a dare meno peso a ciò che non puoi controllare, a rallentare e a goderti di più il presente. Il problema è che la stessa filosofia vale anche per il tecnico che dovrebbe arrivare alle nove.

Playa non è più un paesino

Uno degli equivoci più comuni è pensare che Playa sia ancora un piccolo paese caraibico. Non lo è più. Oggi è una città cresciuta tantissimo e in fretta. Questo significa traffico, cantieri, rumore, quartieri molto diversi tra loro e ritmi più intensi di quanto potresti immaginare guardando le fotografie sui social. Il mare è sempre lì, naturalmente, ma non basta a trasformare ogni giornata in una vacanza. Puoi vivere a pochi minuti dai Caraibi e passare comunque mezz’ora bloccato nel traffico. Il panorama migliora, ma il clacson resta un clacson. Io ho vissuto sette anni nel centro di Playa e devo ammettere che non tutte le notti sono riuscito a dormire bene. Tra feste, musica e vicini particolarmente creativi, la pace e il silenzio possono diventare quasi un’utopia. Se scegli di vivere in centro, hai tutto vicino. Compreso il rumore.

Il costo della vita non è più quello di una volta

Playa non è automaticamente economica soltanto perché ti trovi in Messico. Gli affitti, soprattutto nelle zone più richieste, sono aumentati molto. Anche ristoranti, servizi e prodotti importati possono pesare parecchio sul budget. Credo che siamo l'unica caffetteria italiana con prezzi ancora accettabili e qualitá che rispetta davvero la tradizione, ma un caffé da noi costa circa 1,70 euro, un cornetto con crema 2 euro, noi ci rivolgiamo piu a un pubblico residenziale e non prettamente turistico. Se vuoi vivere bene, ti servono un reddito stabile e un progetto concreto, non soltanto entusiasmo, infradito e buone intenzioni. Molti mi chiedono: quanti soldi ti servono per vivere bene a Playa? Nel mio articolo precedente puoi trovare tutti i dettagli.

Un’altra domanda frequente è: si trova lavoro? Sì, puoi trovarlo, ma spesso gli stipendi sono bassi e molte opportunità dipendono dalla stagione turistica. Qui pochi lavori sono davvero “per sempre”. Esistono comunque italiani che sono riusciti ad affermarsi e ad avere successo, anche come dipendenti. Non è impossibile, ma devi arrivare preparato e con aspettative realistiche.

Qui il tempo ha regole tutte sue

Un altro aspetto che devi accettare è che a Playa ti serve una certa elasticità. Orari, appuntamenti, riparazioni, consegne e burocrazia non sempre seguono la precisione alla quale sei abituato in Italia. A volte devi insistere, aspettare e avere sempre un piano B. Possibilmente anche un piano C. Se il tecnico ti dice che arriverà alle nove, non è detto che spacchi il minuto. A volte non spacca neanche il giorno. All’inizio puoi innervosirti. Poi impari a chiedere: «Alle nove di oggi o alle nove in generale?». Lo stesso principio vale al supermercato. Se alla cassa hai soltanto due persone davanti, non significa necessariamente che tra cinque minuti sarai fuori. Potrebbe sembrare una fila breve, ma non sai ancora cosa ti aspetta: un prezzo da verificare, un codice che non passa, una carta che non funziona, una conversazione approfondita o un mistero amministrativo che coinvolgerà tre dipendenti e un supervisore. Quindi, quando entri per comprare soltanto il latte, non fare programmi troppo ravvicinati. Potresti uscirne con il latte, una nuova filosofia di vita e una diversa percezione del tempo.

I mezzi pubblici: economici, ma avventurosi

I mezzi pubblici raccontano perfettamente le contraddizioni di Playa. Costano decisamente meno rispetto all’Italia e possono esserti molto utili. Dall’altra parte, però, richiedono più pazienza, capacità di adattamento e un certo spirito d’avventura. Gli orari sono meno prevedibili, il comfort può variare e, per alcuni spostamenti, devi organizzarti con attenzione. Risparmi denaro, ma investi tempo ed energie. Dopo un po’ impari a riconoscere il mezzo giusto, a capire dove devi scendere e a interpretare indicazioni che, la prima volta, possono sembrarti parte di una caccia al tesoro. Funziona, costa poco e spesso ti porta dove devi andare. Sul “quando”, invece, è meglio mantenere una mente aperta.

La distanza non si misura soltanto in chilometri

All’inizio, essere dall’altra parte del mondo può sembrarti entusiasmante. Ti senti libero, lontano dalla routine e pronto a costruire qualcosa di nuovo. Poi arrivano i momenti importanti: una festa di famiglia, un compleanno, una difficoltà o anche un semplice pranzo della domenica. È allora che capisci quanto pesa non poter essere lì in poche ore.

Costruire una nuova rete di amicizie e relazioni vere richiede tempo, e non sempre ci riesci. Playa è una città in cui molte persone arrivano e molte altre ripartono. Puoi conoscere tantissima gente e, allo stesso tempo, fare fatica a costruire legami profondi. Io, per esempio, continuo a sentirmi tutti i giorni con i miei amici di Roma. Qui, invece, a volte faccio fatica anche a mandare un semplice «come stai?». Non significa che tu non possa trovare amicizie vere. Significa che devi coltivarle, sapendo che in una città così dinamica le persone possono sparire dalla tua quotidianità con la stessa velocità con cui sono entrate.

Il Natale con le infradito

E poi c’è il Natale.

Il Natale a Playa è una cosa tutta sua. Ci sono decorazioni, eventi, cene e musica, ma festeggiarlo con il caldo, le palme e il mare non è la stessa cosa che vivere dicembre in Italia. Puoi mettere le luci sull’albero, preparare una cena tradizionale e ascoltare tutte le canzoni natalizie che vuoi. Ma quando fuori ci sono trenta gradi e qualcuno arriva in pantaloncini, il tuo cervello italiano continua a domandarsi se sia davvero Natale o una festa a tema organizzata in agosto. Può essere bellissimo, soprattutto quando trascorri il giorno di Natale in spiaggia. Ma è anche uno dei periodi in cui la nostalgia si fa sentire di più. Ti mancano il freddo, l’atmosfera di casa, la famiglia e quelle tradizioni che, quando vivevi in Italia, forse davi per scontate.

Quindi, tu ci verresti davvero a vivere?

Io probabilmente sì, perché Playa ci ha dato tanto e continua ad avere qualcosa di speciale. Qui mio figlio è cresciuto parlando cinque lingue, ha imparato ad amare il mare. Sono esperienze che non hanno prezzo e che fanno parte della persona che è diventato. Ma oggi verrei a Playa senza idealizzarla. Non cercherei più il piccolo paese caraibico del 2013, perché quella Playa non esiste più. Cercherei una città di mare viva, internazionale e contraddittoria: a volte splendida, a volte caotica e capace di mettere alla prova persino la tua pazienza davanti a una fila di due persone. Vivere a Playa può essere meraviglioso, se arrivi con gli occhi aperti. Il mare, il sole, la libertà e le opportunità sono reali. Ma lo sono anche il traffico, l’umidità, il rumore, la nostalgia, il costo della vita e la necessità di adattarti. Forse è proprio questo il punto: Playa non è un paradiso perfetto.È un posto che devi conoscere, accettare e scegliere ogni giorno.

Possibilmente senza lasciare le finestre aperte.